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il libro fu pubblicato in due versioni differenti nel 1851: in ottobre a Londra – dall’editore Bentley – col titolo The Whale (“La balena”) con modifiche fatte dall’autore e dall’editore per emendare il testo dalle parti considerate oscene, blasfeme e dalle ironie verso la Corona britannica; in novembre a New York – presso l’Editore Harper & Brothers – col titolo definitivo Moby-Dick, or The Whale (“Moby Dick, ossia la balena”), ma soggetta a vari passaggi di mano ed errori di copiatura.

Il romanzo, scritto in un anno e mezzo, fu dedicato all’amico Nathaniel Hawthorne. Il libro non piacque ai contemporanei e fu un fallimento commerciale[1]. Il fiasco di critica e pubblico – ad eccezione di Hawthorne, che plaudì all’opera – determinò la fine della carriera letteraria di Melville: alla sua morte, nel 1891, l’opera era fuori stampa, e ne erano state vendute circa 3200 copie.[2]. Il romanzo fu riscoperto solo negli anni Venti del Novecento[3], collocandolo ai vertici della letteratura mondiale. L’opera di rilancio di Moby Dick si deve a D. H. LawrenceCarl Van Doren e Lewis Mumford (su The New Republic, 1928).[4]

Moby Dick fu tradotto in italiano per la prima volta nel 1930 dallo scrittore Cesare Pavese che non riuscì a farlo pubblicare. Solo nel 1932 l’editore Carlo Frassinelli lo fece stampare nella sua neonata casa editrice[5] come primo titolo della collana Biblioteca europea diretta da Franco Antonicelli. Del 1958 è la traduzione per UTET di Cesarina Minoli poi ripresa nel 1986 dagli Oscar Mondadori. Nel 2010, Giuseppe Natali ha pubblicato una nuova traduzione per UTET avvalendosi della Longman Critical Edition (a cura di John Bryant e Haskell Springer), che mette a confronto le due edizioni del 1851. A fine 2015, per Einaudi, è stata pubblicata l’ultima traduzione, opera di Ottavio Fatica. Le versioni italiane hanno cercato di integrare le due differenti edizioni – inglese e americana – che differiscono per centinaia di varianti, più o meno importanti.